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I primi due giorni di navigazione furono tranquilli.
Il vento era costante e gentile, il mare calmo come una tavola blu. L'Aelira scivolava leggera sulle onde, e per un breve tempo sembrò che il mondo avesse deciso di concedere loro un po' di pace.
Reven passava molte ore al timone, con Finn accanto o poco distante. Parlavano poco, ma la loro vicinanza era diventata naturale, quasi necessaria. Di notte, quando la ciurma riposava, lei rimaneva a guardare le stelle, sentendo il calore nel petto pulsare piano, come un respiro lento.
Il terzo mattino, però, tutto cambiò.
Reven era sul ponte quando il calore nel petto divenne improvvisamente più intenso. Non era più una presenza gentile: era una chiamata forte, quasi urgente. Il medaglione di Aelira sembrò scaldarsi contro la sua pelle. Immagini sfocate le attraversarono la mente: onde scure, una luce blu instabile, e la sensazione netta di qualcosa che si avvicinava.
Si portò una mano al petto, stringendo i denti.
«Reven?» Finn fu subito al suo fianco, preoccupato. «Che succede?»
«Il frammento...» mormorò lei, il respiro un po' corto. «Mi sta chiamando. Più forte di prima. È come se... sapesse dove siamo.»
Draymor, che stava controllando le vele, si avvicinò. «Puoi resistere?»
Reven annuì, anche se il calore le premeva contro le costole. «Sì. Ma non durerà a lungo. Dobbiamo trovare un posto per rifornirci. Il cibo che ci hanno dato i Custodi sta finendo più in fretta del previsto.»
Mara controllò le ceste e i barili. «Abbiamo ancora per due, forse tre giorni al massimo. Dopo dovremo razionare.»
Reven guardò l'orizzonte. «Allora cerchiamo un'isola. Non possiamo andare avanti così.»
Nel pomeriggio avvistarono una piccola isola verde, non segnata su nessuna mappa che conoscevano. Era più rocciosa di Calden, con una baia protetta e una fitta vegetazione. Sembrava disabitata.
Gettarono l'ancora e scesero a terra con due scialuppe. La ciurma si divise rapidamente: alcuni raccolsero frutta matura e noci, altri cercarono fonti d'acqua dolce, il cuoco si occupò di pescare e affumicare quanto possibile per conservarlo. Tarek, con la sua rete, riuscì a prendere diversi pesci grossi che sarebbero durati qualche giorno in più.
Reven rimase sulla spiaggia per un po', seduta su una roccia, cercando di calmare il richiamo che sentiva dentro. Il calore era ancora forte, ma gestibile. Finn le portò una manciata di frutti dolci.
«Stai bene?» le chiese, sedendosi accanto a lei.
«Meglio di prima» rispose lei, accettando il frutto. «Ma sento che Valthor è più vicino. Il frammento... vuole essere completo. E lui non si arrenderà facilmente.»
Finn le sfiorò il dorso della mano con le dita. «Non sei sola, Reven. Ricordalo.»
Lei gli sorrise debolmente. «Lo so.»
Riempirono i barili d'acqua e caricarono sulla nave tutta la frutta e il pesce che riuscirono a raccogliere e conservare. Non era molto, ma bastava per guadagnare altri giorni di navigazione.
Al tramonto, l'Aelira levò di nuovo l'ancora e riprese il mare, diretta verso ovest.